A osservare
controluce il bicchiere sembra più vodka che vino, tanto risultano pallidi i suoi
riflessi di un giallo paglierino appena accennato.
E difatti è figlio del ghiaccio e della neve questo blanc de Morgex, il bianco forse più
nobile della Valle dAosta, con i suoi duemila e passa anni di storia e i profumi
che, se chiudi per un attimo gli occhi, ti sembra di odorare il fieno appena falciato.
Di sicuro qui siamo sulle vigne più alte dEuropa, abbarbicate come sono sul fianco
della montagna a millecento, milleduecento metri daltezza, in una conca naturale
che, come in una culla, preserva i grappoli dalle sferzate del vento gelido del nord.
In questi giorni, a meno di un mese e mezzo dalla vendemmia una vendemmia che non di rado avviene
con gli acini infagottati di gelo e di neve- sotto i raggi del sole settembrino, foglie e
grappoli, piccoli come smeraldi, diventano lucenti di un verde acceso.
Siamo a pochi chilometri da Aosta sulla strada che porta al Monte Bianco, la cui mole si
intravede qua e là ad ogni svoltare di curva sulla statale che |
porta al
minuto, grazioso borgo di Morgex e La Salle.
A questi climi e altitudini la fatica del vignaiolo è davvero tanta, sotto le
tradizionali pergole basse di pietra, retaggio della viticoltura classico-romana, ma i
risultati di questo vin des neiges negli ultimi anni hanno scomodato esperti e
appassionati, e in tanti oggi visitano la nostra cantina cooperativa, spiega con un
lampo dorgoglio negli occhi il giovane, preparatissimo enologo Gianluca Telloli che
insieme al presidente della cooperativa Mauro Jaccod cura questo nettare figlio del gelo e
della caparbietà del montanaro, dalla vite alla botte.
Alla fine saranno poco più di novemila bottiglie, consumate per l80 per cento in
Valle. Scelto e premiato dal Gotha del gusto, la prestigiosa associazione enogastronomica
europea, come vino più significativo della Vallée, il blanc de Morgex e de la Salle
questo il suo nome completo- è un vino che magnificamente si adatta a tutto pasto
con le specialità della Regione Autonoma: fontina, fonduta, raclette, lardo di Arnad e,
insomma, tutti le magnifiche pietanze della tradizione alpina aostana.
Sì, perché ormai anche la Vallée sta seguendo a suo modo i passi della Langa e del
Roero, puntando molto sulle prelibatezze dei vini e della sua robusta |
gastronomia.
Una prova? Il proliferare degli agriturismi di altissima qualità e ospitalità.
Oggi sono ben 51 in una regione che è fra le più minuscole dItalia, e su cui gli
assessorati, primo fra tutti quello per lAgricoltura diretto da Carlo Perrin,
puntano molto. Infatti produrre cibi e vini sui monti vuol anche dire conservarne il
territorio, curandolo e salvaguardandolo da disastri naturali quali la scorsa
alluvione, spiega il vicepresidente del Gotha del gusto, il torinese marchese
Emerico Ripa di Meana. Il sodalizio senza fini di lucro, nato a Torino nel 99,
annovera circa duecento soci fra buongustai, aristocratici, giornalisti, imprenditori e
vip sparsi per lEuropa, e si rivolge esclusivamente agli addetti ai
lavori con lo scopo dichiarato di mettere in contatto la stampa di settore con le
migliori realtà della produzione, della ristorazione e dellhotellerie di livello.
Ecco quindi che sua altezza il bianco di Morgex, il vino nato sotto le pergole
più elevate dEuropa, non poteva certo passare inosservato.
Stefano di Cerne |